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Koku Sensei
KokuunderBlossomsL’incontro con Koku Nishimura Sensei è stato, per me, un’opportunità unica di trasformazione.
Un Maestro di religione Zen dedito a diverse arti giapponesi: la scultura, la pittura, il giardinaggio, il karate, il kendo e il Kyotaku, un lungo flauto di bambù suonato normalmente nei templi e come accompagnamento alle meditazioni.
Ho imparato da lui e ho trascorso molto tempo vicino a Kumamoto, la città dove Koku Sensei risiedeva. Ancora oggi rimango uno dei pochi non “giapponesi” a suonare questo strumento emozionante e unico; per molti il Kyotaku porta il vero suono del “silenzio”.
Dopo un anno di pratica sono stato iniziato al Tani-ha, la setta Zen di cui Koku Sensei è stato il fondatore.

Questo risveglio ad una dimensione spirituale della vita, ha creato interessi del tutto nuovi per me in quel momento; in particolare questioni connesse alla meditazone, alla salute, a un tipo di vita consapevole e a un modo più amorevole di relazionarmi a me stesso, al mio corpo ed a gli altri.

Koku Nishimura è nato nel 1915 ed ha iniziato a suonare il flauto all’età di 28 anni, seguendo gli insegnamenti di un monaco giapponese (un “komuso”) denominato Kyochiku Tani. Più tardi Koku Nishimura è diventato un maestro flautista e ha fondato la Tani, setta dei suonatori di flauto. Ha chiamato lo speciale flauto in bambù utilizzato da lui stesso e da i suoi alunni ”kyotaku” ed ha girato il Giappone per dieci anni suonando e insegnando a studenti provenienti da tutto il mondo il suo strumento. Koku Nishimura ha creato oltre 2000 flauti Kyotaku. Oltre ad essere un maestro di flauto, Koku Nishimura è stato un fine pittore e sculture, cintura nera sesto dan di karate a Okinawa e cintura nera terzo dan di kendo; è diventato inoltre presidente Onorario del Ruo-yan Buddism Association in Cina.

 


 

Osho

osho

“Mai nato, mai morto
ha solo visitato questo pianeta Terra
dall’11 dicembre 1931 al 19 gennaio 1990”

Osho è un mistico contemporaneo che ha dedicato la vita al risveglio della consapevolezza.
Nasce l'11 dicembre 1931 in India. Fin dalla più tenera età si pone di fronte all'esistenza come spirito libero, desideroso di sperimentare la vita in prima persona, insofferente a regole e a norme imposte o acquisite ciecamente.
La sua ricerca della verità raggiunge il punto culminante all'età di ventun anni, il 21 marzo 1953. Quel giorno, Osho vive nel proprio essere la più alta vetta di consapevolezza sperimentabile dall'uomo: l'illuminazione. Descritta in Oriente come "l'istante in cui la goccia si fonde nell'oceano, nell'attimo stesso in cui l'oceano si riversa nella goccia", per noi è più facile comprenderla come "la totale rottura e la caduta delle maschere con cui comunemente ci identifichiamo per sopravvivere e attraverso cui viviamo la nostra vita e i rapporti con gli altri, perdendo la capacità di metterci in contatto diretto con la realtà dell'esistenza".
Osho spiega che questo nome deriva da "Oceanico" (pronunciato osheanic, in inglese). Questo termine, coniato dal filosofo inglese William James, è stato usato per indicare l'esperienza del "dissolversi nell'oceano dell'esistenza", comune alle varie forme di esperienza religiosa.
"Ma oceanico descrive solo l'esperienza" spiega. "Come definire colui che fa quell'esperienza della vita? Per definirlo usiamo il termine 'Osho'".
Un suono, dunque, che evoca forti echi nel nostro essere, più che una figura storica. così Osho  vuole essere ricordato da quanti traggono ispirazione  dalla sua visione, quasi a testimoniare che la ricerca del vero e l'evoluzione della consapevolezza, trascendono la vita del singolo individuo, appartenendo all'esistenza dell'uomo in quanto tale, nei secoli.

www.osho.com